Il cervello resiste alla demenza grazie a una risposta immunitaria adattativa
La malattia di Alzheimer non si sviluppa inevitabilmente nelle persone anziane esposte a lesioni cerebrali. Uno studio recente rivela che il modo in cui le cellule del cervello reagiscono agli accumuli di proteine anomale, come l’amiloide-beta e la proteina tau, determina se la demenza si manifesti o meno. Queste reazioni non seguono uno schema lineare, ma evolvono secondo tappe precise, contrassegnate da cambiamenti nell’attività delle cellule immunitarie del cervello chiamate microglia.
I ricercatori hanno analizzato campioni di cervello di ottuagenari, con o senza demenza, nonché di centenari in buona salute cognitiva nonostante depositi significativi di amiloide-beta. Hanno identificato sei ambienti cellulari distinti, che rappresentano un continuum patologico. Un punto chiave di questa evoluzione si trova nel momento in cui l’infiammazione legata all’amiloide-beta lascia spazio a programmi cellulari associati alla proteina tau. Questa transizione si accompagna a un cambiamento nello stato delle microglia, che passano da uno stato infiammatorio precoce a uno più avanzato in cui presentano antigeni, un meccanismo spesso legato alla difesa immunitaria.
Negli ottuagenari senza demenza, le microglia rimangono in uno stato infiammatorio precoce e non raggiungono lo stadio avanzato. Al contrario, nei centenari, le microglia attivano questo stadio avanzato senza tuttavia innescare un accumulo di tau. Ciò suggerisce che questi individui abbiano sviluppato meccanismi di resistenza unici, che permettono loro di mantenere le funzioni cognitive nonostante la presenza di lesioni.
Questa scoperta mette in luce l’importanza delle microglia nella progressione o nell’arresto della malattia. La loro capacità di modulare la risposta immunitaria potrebbe essere una chiave per comprendere perché alcune persone resistono alla demenza. Le microglia, adattando la propria attività, sembrano svolgere un ruolo centrale nella protezione contro la degenerazione neuronale, aprendo così la strada a future terapie che prendano specificamente di mira queste cellule.
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Source officielle de l’étude
DOI : https://doi.org/10.1038/s41591-026-04393-8
Titre : Human microglial transitions at the Aβ–tau inflection point associate with divergent pathways to dementia and resilience
Revue : Nature Medicine
Éditeur : Springer Science and Business Media LLC
Auteurs : Ashley Lu; Wei-Ting Chen; Maria Dalby; Diego Sainz Garcia; Marisa Vanheusden; Luuk E. de Vries; Veerle van Lieshout; Araks Martirosyan; Katleen Craessaerts; Sebastiaan Moonen; Magdalena Zielonka; Iordana Chrysidou; Anke Misbaer; Leen Wolfs; Benjamin Pavie; Dick Swaab; Dietmar Rudolf Thal; Inge Huitinga; Annemieke Rozemuller; Susan Karijn Rohde; Marc Hulsman; Henne Holstege; Rita Balice-Gordon; Niels Plath; Mark Fiers; Bart De Strooper